Nella chiesa di San Giacomo alla Lungara da poco ha ritrovato il suo originario splendore l’affresco raffigurante l’Apostolo Giacomo sull’altare maggiore, opera del pittore viterbese Giovanni Francesco Romanelli (1610-1662) detto Raffaellino. I lavori si sono conclusi nel giugno del 2021. Verderame Progetto Cultura intende continuare il lavoro di recupero e valorizzazione della chiesa occupandosi delle due tele poste nelle navate laterali.

Le due opere si trovano in evidenti drammatiche condizioni conservative. In questo momento, dinnanzi all’affresco centrale nuovamente visibile grazie al lavoro svolto nel corso del 2021, il loro pessimo stato risalta con maggiore evidenza a chiunque entri in chiesa. Date le numerose trasformazioni della chiesa stessa, che prima era a tre navate, si suppone che questi due dipinti potessero decorare altari collocati nelle navate di destra e di sinistra. L’auspicio è che le ricerche di archivio che si intende portare avanti possano fare luce sui dubbi e sulle zone d’ombra finora irrisolte. Quel che è certo è che ci si trova difronte a due opere di una manifattura eccelsa databili molto probabilmente non oltre il ‘600. Tentando di leggere, oltre lo spesso strato di sporco si possono riconoscere la Natività nel dipinto di destra, e Maria che legge, in quello di sinistra in cui risulta evidente l’adattamento alla centina superiore e alle misure del nuovo altare ben più grande di quello ove precedentemente era collocata l’opera.

Per una adeguata restituzione andrà certamente elaborata una soluzione tecnica con la Soprintendenza che seguirà i lavori esercitando l’alta sorveglianza.

L’attuale stato di conservazione non permette di apprezzarne in pieno la qualità dell’immagini e la profondità dei colori e delle sfumature cromatiche. Inoltre evidenti sono i danni antropici come graffi anche profondi. Mentre segni di decoesione tra gli strati, di cedimenti strutturali e quindi di deformazioni e spanciamenti sono visibili anche ad un occhio poco esperto.

Uno studio di diagnosi preliminare sulle tele, unito ad un mirato intervento di restauro sono il principale obiettivo del progetto qui proposto.

La realizzazione del restauro sarà “a porte aperte”, all’interno di uno degli ambienti che verranno messi a disposizione in accordo con le parti coinvolte nel progetto.  Inoltre durante le fasi del recupero saranno aperte le porte al pubblico per incontri e visite dedicate alla scoperta dei lavori del restauro, e sulla conoscenza delle due tele e dei loro probabili autori. Tutti i risultati delle ricerche storiche e tecniche, delle indagini diagnostiche e del restauro saranno raccolte in un volume. Si prevede inoltre l’organizzazione di un grande evento di presentazione per la fine dei lavori da concordare.

 

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