Pietro da Cortona e la monumentale pala di Sant’Ivo alla Sapienza

Sant-Ivo

La pala d’altare della chiesa, raffigurante S. Ivo Avvocato dei poveri, è opera di  Pietro da Cortona, che la iniziò nel 1660, e di alcuni collaboratori che la completarono. Il dipinto, di grandi dimensioni (m.8,25x 3,75), è completamente offuscato dai segni del tempo e ormai illeggibile.

Si prevede un intervento di studio e restauro presso la stessa chiesa che impegnerà l’équipe di lavoro per almeno due anni in un cantiere ‘aperto per lavori’ in cui i visitatori potranno direttamente seguire le fasi dei lavori. In accordo con l’Archivio di Stato si ricercheranno documenti inerenti la storia dell’opera e se necessario si restaureranno.

Sono in corso i contatti con le istituzioni proprietarie e contestualmente è stata avviata la ricerca per sondare l’interesse di possibili partner.


Andrea Sacchi e il Trionfo della Divina Sapienza

palazzo_barberini

Il recente studio di due delle quattro versioni su tela del soggetto che Sacchi dipinse tra il 1629 e il 1632, affrescando una delle più belle volte barocche a Palazzo Barberini, ha fatto nascere il progetto di una mostra che metta a confronto le diverse versioni, i disegni preparatori, il materiale diagnostico. Il progetto prevede di esporre i materiali nella sala dove è presente l’affresco, suscitando uno stimolante confronto.

Sono in corso i contatti con le istituzioni proprietarie e contestualmente è stata avviata la ricerca per sondare l’interesse di possibili partner.


Capolavori in S. Maria in Vallicella : le 15 tele della navata

Vallicella

La navata della Chiesa Nuova, nel cuore storico di Roma, ospita 15 importanti capolavori del Barocco. Le tele furono realizzate tra il 1697 e il 1700 da sommi pittori seicenteschi della scuola di Pietro da Cortona e di Carlo Maratta – Lazzaro Baldi, Giuseppe Ghezzi, Daniele Seiter etc – che raffigurano la Salvazione del genere umano attraverso episodi dell’Antico e Nuovo Testamento.

L’idea progettuale è quella di allestire un cantiere interno agli spazi del convento, aperto al pubblico per lavori, in cui, nella durata di tre/cinque anni si potrà realizzare l’intervento conservativo. Si potranno dunque vedere quotidianamente i restauratori al lavoro e soprattutto ammirare da vicino, per la prima volta, questi capolavori che torneranno, una volta terminato l’intervento conservativo, a diversi metri di altezza.

Sono in corso i contatti con le istituzioni proprietarie e contestualmente è stata avviata la ricerca per sondare l’interesse di possibili partner.